Come scegliere la rubinetteria bagno

Quando si tratta di arredare il proprio bagno, la scelta della rubinetteria rientra in quei passaggi di cruciale importanza sia per quanto riguarda l’aspetto estetico che funzionale. Ci sono molteplici aspetti da considerare, ad esempio bisogna valutare a quale sanitario sarà destinato il rubinetto e anche a che tipo di impianto idraulico lo si va a collegare; per non parlare poi dell’aspetto estetico, che deve coordinarsi al resto dell’arredo. 

Con queste premesse è facile andare in confusione ma esistono alcuni piccoli consigli e accorgimenti che possono aiutarci nel prendere decisioni sensate. 

Scopriamo insieme cosa sapere per scegliere correttamente la rubinetteria del bagno e clicca qui.

Scegliere i rubinetti: cosa sapere

Prima di acquistare la rubinetteria per il tuo bagno, ecco alcune cose che dovresti sapere. A cambiare è innanzitutto la tipologia di apertura, infatti abbiamo rubinetti:

  • Monocomando – hanno una sola leva che regola la fuoriuscita dell’acqua calda o fredda;
  • Bicomando – hanno due manopole, una per l’acqua calda e una per quella fredda.

Solitamente, la scelta tende a ricadere su uno dei due, che sono i modelli di rubinetti più diffusi in commercio. Si può dire che, in generale, quelli monoleva sono più adatti ad uno stile vintage, mentre quelli bicomando si adattano meglio ad uno stile più moderno. 

Oltre all’aspetto funzionale dei comandi, a cambiare è anche lo stile del miscelatore stesso. Possiamo infatti imbatterci in rubinetti dalle linee più semplici e pulite oppure in alcuni dal design antico, che richiama tendenze passate. A prescindere dallo stile, ovviamente il consiglio è quello di acquistare un set abbinato come quelli che puoi trovare su Giordano Jolly, così da avere rubinetti uguali per tutti i sanitari.

Durante la scelta c’è da prendere in considerazione il tipo di sanitario a cui è destinato, ovvero:

  • Lavabo – la forma e l’altezza deve essere comoda per permettere il passaggio e i movimenti delle mani;
  • Vasca da bagno – qui ci si trova davanti a due opzioni, acquistare un rubinetto statico, oppure uno con un tubo flessibile per direzionare il getto d’acqua;
  • Doccia – la scelta migliore è quella di acquistare un braccio doccia che abbia una parte flessibile e rimovibile per consentire di gestire la direzione del getto d’acqua sia per la pulizia personale che della cabina doccia;
  • Bidet – anche in questo caso, la forma e l’altezza sono fondamentali per creare uno spazio funzionale che sia comodo per il lavaggio delle zone intime.

Queste indicate di sopra sono delle nozioni generali e basiche che possono aiutare nella scelta della rubinetteria da bagno ma una volta entrati nel mondo dei rubinetti, scoprirai che ne esistono infinite varietà con le funzioni più disparate pronte ad accontentare gusti estetici e possibilità economiche. Lasciati guidare dalle tue preferenze e se ti senti in difficoltà consulta sempre un esperto.

Tovagliolo, l’elemento che può cambiare la tua tavola

Che sia un compleanno, una festività o un’occasione unica, una tavola che si rispetti 

ha come parola d’ordine l’attenzione ai dettagli. E parlando di dettagli, i tovaglioli, sono degli elementi ornamentali, fondamentali, per caratterizzare una tavola elegante e raffinata.

Partendo dalla base, la loro corretta postazione, secondo il bon ton, è alla sinistra del piatto e delle forchette e dev’essere piegato a libro. Il posto del tovagliolo, inoltre, è a sinistra, così da poterlo disporre facilmente sulle gambe.

Ma quando è il momento giusto per posizionare il tovagliolo? Se si è ospiti di qualcuno, subito dopo il padrone di casa, mentre, al ristorante dopo che è stato portato il pane a tavola. 

Leggi questa breve guida per capire come cambiare la tua tavola con un tovagliolo e quanto questi siano fondamentali per un’apparecchiatura degna di nota e visita il sito di Losenti.

Tovagliolo, cool e sostenibile

Il bon ton, prevederebbe che i tovaglioli siano abbinati alla tovaglia.

Ultimamente, sta prendendo piede la moda di creare dei contrasti visivi e di giocare un po’ con il colore delle tovaglie e dei tovaglioli, ad esempio senape e verde petrolio. Bello, vero?

È molto interessante, abbinare il colore lampone con delle tovaglie perla, oppure dei tovaglioli gialli con delle tovaglie verdi: accostamenti cromatici in base al tuo stile.

L’azienda Losenti, leader della manifattura tessile in Italia, ci permette di creare questo contrasto di colori con i suoi tovaglioli in panama di cotone 100% Made in Italy e realizzati artigianalmente in un’ottica sostenibile.

Acquistare questo prodotto, infatti, vuol dire oltre che fare bene allo stile della tua casa, anche fare bene al pianeta. Questo perché, essendo prodotti in fibre totalmente naturali, ed essendo privi di sostanze nocive in tutte le sue componenti, si classificano come una delle prime aziende italiane a rendere sostenibile l’arredo della tua casa.

Oltre a rendere cool il tuo arredamento, soprattutto nei dettagli, scegliendo questi tovaglioli, potrai partecipare al programma Ricicla, programma che ti permette di ridare indietro i tovaglioli, ad esempio, acquistati sul sito losenti.it e ricomprarne di nuovi…con annesso sconto!

I prodotti acquistati precedentemente, in base alle loro condizioni, saranno riciclati per ottenere degli imballaggi eco realizzati con le fibre dei prodotti resi oppure rigenerati per donarli a chi ha più bisogno.

Se sei infatti green addicted o comunque vuoi avere un’alta qualità nella tua casa e nella tua quotidianità, questo è il prodotto che fa proprio al caso tuo!

Kimono: tra il beachwear e lo street style

Il kimono è un accessorio perfetto per chi vuole osare lasciando nell’armadio la giacca da tailleur o il chiodo di pelle. È perfetto dalla primavera in poi, nelle notti d’estate e soprattutto è adatto a tutti i fisici se si sceglie il modello longuette che nasconde le morbidezze e le rotondità.

Se vuoi sapere come abbinarlo, visita il sito https://www.sandshop.it/it/ e leggi questa guida di stile.

Animalier che passione: per uno stile sofisticato

Hai un kimono animalier e ti sembra troppo estroso?

In realtà è un passepartout che arricchisce il tuo outfit sia a mare che nell’urban style.

Essendo già la stampa molto particolare, conviene sempre abbinarlo a colori neutri, caldi, che richiamino i colori della vestaglia in modo tale da creare un’armocromia bella da vedere.

In spiaggia è perfetto da abbinare a costumi interi neri e oro con degli anelli per dei look più eccentrici avendo la sgambatura alta o un costume nero in microfibra a costine che smorza un po’ il look e lo rende più soft.

Nella moda streetwear è interessante abbinarlo al denim, con una t-shirt bianca o nera e delle mules black. O per renderlo più sportivo, anche un camicione in seta, un pantalone nude e dei sabot con delle catene. Perfetto!

Se sei più una gipsy girl con questo kimono, potrai fare un patchwork di vari stili: animalier, stampe, strappi, crop top: parola d’ordine…eccesso!

È un accessorio così versatile, che può essere usato: come vestito, come sopra-vestito, con dei pantaloni larghi per uno stile anni ’70, pantaloni ampi e maschili, come un wrap-dress.

Black & white: osare si può

Accessorio che sta bene a tutte perché tende a nascondere con dolcezza più che a mostrare. È consigliato, prima di capire come abbinarlo, capire che il kimono lungo va bene a tutte però se abbiamo un fisico a mela si deve ovviamente evitare di stringere troppo la cintura in vita, come nel caso di chi ha troppo seno e spalle troppo ampie.

Con il kimono nero ed il kimono bianco si può osare con un outfit in denim per uno stile sportivo ma chic allo stesso tempo. Questi colori stanno bene anche con il jumpsuit, impreziosito con una cintura per un outfit serale.

Queste due versioni si possono abbinare con dei tacchi a spillo, degli anfibi, delle espadrillas, dei sandali o dei sandali gioiello che arricchiscono l’abbinamento senza essere eccessivi.

E tu, in quale kimono ti ci rivedi di più?

Storia del caffè

La bevanda più diffusa e consumata al mondo ha una storia unica e millenaria che trova le radici in Etiopia. Circa 3000 anni fa si iniziarono a raccogliere i primi chicchi dalle piante di Coffea Arabica che venivano utilizzate dalle tribù indigene per creare delle primordiali barrette energizzanti con del grasso e altri alimenti. Il caffè, anche se non ancora della consistenza e dell’aroma di come lo conosciamo oggi, si diffuse successivamente nei territori limitrofi a quella che ora è l’Etiopia e approdò dal Corno d’Africa all’attuale Yemen. Non si sa di preciso come avvenne questa diffusione ma fatto sta che intorno al X secolo d.c. si sviluppò uno dei commerci più floridi di quell’epoca. Si trattava del qishr, un’infusione più simile al the che al caffè. Infatti gli yemeniti erano soliti bere tutta la miscela comprendente sia la parte liquida che quella solida ovvero i chicchi precedentemente tostati. In alternativa si riutilizzavano i chicchi per altre preparazioni. Nel XIII secolo quindi lo Yemen era effettivamente la capitale economica per quanto riguardava la bevanda che oggi chiami caffè. Era un vero e proprio monopolio che trovava il centro nevralgico dei suoi commerci nei pressi del porto di Mokha Yemen. Da qui puoi immaginare come partissero navi per commerciare uno dei prodotti che si diffuse nel giro di pochissimo tempo in tutto il globo. Infatti in un paio di secoli vennero organizzate sempre più coltivazioni della pianta di caffè in quanto era in crescita la richiesta della bevanda nelle nazioni limitrofe allo Yemen. Ad esempio l’India fu una delle prime popolazioni che comprese la vera potenzialità di questo frutto straordinario e infatti oggi è uno dei maggiori paesi produttori di caffè. Per saperne di più clicca qui.

Devi sapere che coloro che spinsero molto sulla produzione del caffè come lo conosciamo oggi furono i musulmani che trovarono in questa bevanda un’ottima fonte di energia ma che non fosse a base di alcol per i loro precetti religiosi. Durante il XVI secolo circa gli arabi avevano un commercio molto fertile e riuscirono a diffondere i loro prodotti anche in Europa e soprattutto in Italia. Saprai sicuramente che in quel periodo la Repubblica di Venezia era considerata il crocevia d’Europa in quanto era situata in un luogo strategico capace di avere collegamenti sia con il mondo occidentale che con quello orientale. Nel giro di pochissimo tempo anche in Italia quindi si iniziò a conoscere il caffè che poi si diffuse a macchia d’olio per tutta la penisola. Inizialmente soprattutto a Venezia, Roma e Firenze in caffè era ormai consuetudine dell’elite dell’epoca ma in breve tempo fece scalpore anche a Napoli. Solo nel 1901 fu inventata la prima macchina espresso ed anche la caffettiera Moka nel ’33. Si iniziò a considerare quale fosse il metodo migliore per bere questa infusione e lo si trovò nelle caffettiere. Come ben saprai esse sfruttano l’ebollizione dell’acqua che sale verso l’alto amalgamandosi con ciò che i chicchi di caffè rilasciano creando appunto questa bevanda straordinaria. Con il passare degli anni poi si inventò la macchina in grado di preparare il caffè espresso. Il nome deriva dal tempo molto contenuto di preparazione ovvero circa 45 secondi. Ancora oggi al bar hai la possibilità di consumare un ottimo caffè espresso denso e cremoso che ha alle spalle una storia millenaria. Ha attraversato interi continenti diffondendosi rapidamente facendo innamorare qualsiasi popolazione di questa meravigliosa bevanda.

Matrimonio in spiaggia

L’estate, si sa, è la stagione dei matrimoni per eccellenza; infatti, la maggior parte delle persone vogliono sposarsi nei mesi estivi.

Per chi viene invitato il matrimonio è un evento piuttosto noioso, se poi avviene nei mesi più caldi dell’anno è ancora peggio; gli unici matrimoni che si possono ‘sopportare’ sono quelli fatti in spiaggia, magari in riva al mare.

Quando si viene invitati ad un matrimonio in spiaggia, quindi, come ci si deve vestire?

Continua a leggere questo articolo e lo scoprirai.

L’uomo deve obbligatoriamente indossare un completo di lino, come quelli in vendita sullo shop online Finamore.

Il lino, infatti, è il tessuto perfetto per un matrimonio estivo in spiaggia: è fresco, è radical chic ed è l’unico tessuto che diminuisce la sudorazione.

Il colore del completo dipende dal mood del matrimonio e, soprattutto, dall’orario.

Se una coppia decide di sposarsi la mattina (noi ci auguriamo che nessuno lo faccia con il caldo ahahah!) allora bisogna indossare un completo color panna o color beige; nel pomeriggio si può optare sia per colori chiari come, appunto, il color panna o il color beige; la sera, invece, sarebbe meglio scegliere colori scuri ma non il nero, d’estate è come se fosse bandito e, inoltre, i completi neri in lino sono davvero orrendi.

Anche le donne potrebbero indossare un abito o un caftano in lino.

E’ vero, purtroppo il lino, per quanto riguarda gli abiti da donna non permette di realizzare degli outfit elegantissimi.

Però se si tratta di un matrimonio informale, sulla spiaggia appunto, si può anche indossare un abito più semplice, magari con una bella scollatura profonda e reso particolare da una serie di balze.

E gli sposi invece?

Gli sposi, trattandosi di un matrimonio in spiaggia, potrebbero decidere anche loro per un look informale e dettare, anche per gli invitati, il dress code su questa linea.

Sono molti, infatti, i matrimoni caratterizzati, ad esempio, da un colore come il total white; in questi casi vestono totalmente di bianco non solo la sposa, ma anche lo sposo e tutti gli invitati.

Dettare un dress code potrebbe sembrare una seccatura per chi, come molti invitati, vorrebbe riciclare un abito utilizzato per più matrimoni ma, se ci si pensa bene, avere delle indicazioni precise su come vestirsi permette di non scervellarsi più di tanto.

Soprattutto per quanto riguarda le donne, inoltre, è facile trovare online abiti dai prezzi ridotti da comprare e utilizzare solo per delle occasioni specifiche.

Se invece si vuole fare una sorta di ‘investimento’ in abiti di qualità, allora è meglio acquistare vestiti dall’ottima fattura e realizzati con tessuti di elevata qualità.

In fondo, la moda ritorna sempre ed avere ottimi capi nell’armadio è sempre ottimo!

L’area lavanderia di casa

È importante, se possibile, ritagliarsi un po’ di spazio, all’interno della propria abitazione, per creare un’area dedicata alla lavanderia.

La pulizia ed il lavaggio della propria biancheria intima, dei propri vestiti, della biancheria da casa o la biancheria da bagno è fondamentale; quindi, bisogna essere muniti di tutto ciò che serve per lavare al meglio le proprie cose. Se non sai dove acquistare tutto ciò che ti serve per realizzare l’area lavanderia della tua casa, dai un’occhiata allo shop online Idroclic.it, perché c’è proprio una categoria dedicata alla lavanderia.

Quando si tratta del lavaggio dei vestiti, o dell’abbigliamento in generale, e della biancheria le opinioni sono spesso contrapposte: c’è chi sostiene che si debba lavare tutto a mano, mentre c’è chi sostiene che la maggior parte dei vestiti e della biancheria possano essere lavati a mano.

Per chi è convinto che si debba lavare tutto a mano, la soluzione migliore è quella di scegliere un mobile lavatoio.

Il mobile lavatoio, ovviamente dotato di lavabo e di lavello, è molto comodo poiché viene, generalmente, montato con una vasca piuttosto profonda che permette di lavare abiti e biancheria dalle dimensioni più grandi, oltre a quelle di dimensioni più ridotte.

Per chi, invece, non vuole, giustamente, rinunciare alla comodità della lavatrice, la migliore scelta possibile è quella del copri lavatrice unito al mobile lavatoio: in questo modo, si avranno entrambe le cose e poter organizzare il bucato sarà facilissimo.

Utilissima si rivela, sempre, la tavoletta per il lavatoio: su di essa si possono pretrattare al meglio tutti i capi, soprattutto quelli caratterizzati da macchie ostinate che vanno prima strofinate con prodotti specifici.

Potrebbe sembrare quasi ‘banale’ ma è assolutamente necessario un tappetino; trattando il bucato, lavandolo a mano o anche estraendolo dalla lavatrice potrebbero cadere, a terra sia acqua che sapone; posizionando un tappetino accanto alla lavatrice ed uno sotto il lavatoio, si eviterà di trovare a terra chiazze di acqua o di sapone, che altrimenti andrebbero asciugate.

Organizzare al meglio l’area lavatrice della propria casa è fondamentale, perché in questo modo si avrà sempre un bucato perfetto e si potrà organizzare perfettamente quando e come farlo.

Il nostro consiglio è quello di separare il bucato per tipologia di capi e di colore.

È sempre meglio evitare di lavare insieme capi colorati con capi bianchi, in quanto il bianco potrebbe scurirsi o prendere il colore del resto del bucato.

Per una questione di igiene, la biancheria intima andrebbe sempre lavata da sola; così come la biancheria del bagno andrebbe lavata da sola.

È ‘vietato’ lavare insieme biancheria intima con abiti o biancheria da bagno con abiti.

Lo shopping online

Ami fare shopping ma vorresti farlo nella massima comodità?

Detesti le file fuori dai negozi o l’attesa per misurare un qualunque capo fuori dal camerino?

Non sopporti le commesse invadenti quando entri in un negozio ‘solo per guardare’?

Ti viene scomodo recarti in centro città o in un centro commerciale per andare a fare acquisti?

C’è la soluzione a tutti questi problemi: lo shopping online.

Si, esattamente, è questo il modo per evitare tutte le cose fastidiose sopra elencate.

Come fare shopping online?

E’ semplicissimo: ti basta acquistare un personal computer sul sito e-commerce https://www.haxteel.eu/ e stipulare un abbonamento con un operatore telefonico per la rete internet, oppure usare la connessione del tuo smartphone.

Appena avrai tutto il necessario, cioè il tuo personal computer e la connessione alla rete internet, ti renderai conto di quanto è facile e comodo fare shopping online.

Lo shopping online, infatti, ti permette di ovviare al problema delle lunghe file fuori dai negozi che si creano, soprattutto adesso che è in corso la pandemia causata dalla diffusione del virus Covid 19: facendo shopping online non dovrai fare nessuna fila, entrerai virtualmente nel tuo negozio preferito ogni volta che vorrai ed a qualunque ora del giorno o della notte.

Grazie allo shopping online non dovrai fare la fila fuori dai camerini per misurare un capo d’abbigliamento; è vero, se acquisti virtualmente non puoi proprio misurare ma, nella maggior parte degli shop online ci sono foto del capo indossato e nella scheda prodotto sono scritte tutte le misure. Ma, la cosa più comoda dello shopping online, è che se un capo non ti sta bene puoi fare il reso facilmente.

Inoltre, effettuando i tuoi acquisti sul web, non dovrai avere a che fare con le commesse che provano ad insistere per farti acquistare (anche se, ad onor del vero, ci sono anche delle commesse molto brave!); nessuno ti dirà nulla, ma se avrai bisogno di chiarire i tuoi dubbi o di un supporto potrai, nella maggior parte dei casi, contare su un assistente virtuale oppure scrivere una e-mail al servizio clienti.

Ma la cosa che fa apprezzare, maggiormente, lo shopping online è che si può fare da casa, seduti comodamente sul divano o persino se ci si trova sdraiati sul letto; puoi farlo quando vuoi, a qualunque ora, ovunque ti trovi.

Non avere limiti di orario e di tempo è, assolutamente, il maggior vantaggio che si può trarre dallo shopping online.

Inoltre, con lo shopping online si può risparmiare. Come? Ti facciamo un esempio. Se tu vai in un punto vendita fisico, per fare acquisti, probabilmente comprerai solo lì o, al massimo, in un altro punto vendita vicino; quindi, acquisterai i prodotti al prezzo di quei negozi, senza sapere se ce ne sono altri che vendono lo stesso prodotto magari ad un prezzo inferiore.

Questo non può succedere se fai shopping online: visto che quando fai shopping tramite il tuo personal computer sei, nella maggior parte dei casi, seduto/a comodo/a a casa tua, hai la possibilità di confrontare i prezzi di vari shop online che vendono lo stesso prodotto che tu desideri, così da poterlo acquistare sul sito e-commerce che lo vende al minor prezzo. 

Come puoi vedere, lo shopping online ha solo vantaggi. Cosa aspetti? Fai tutto lo shopping che vuoi!

Biancheria da letto

La biancheria da letto è molto importante ed anche in grado di rendere la camera da letto ancora più bella, per questo si consiglia di comprarla sempre di qualità come quella in vendita sullo shop online di Pescatore Home, dove sono disponibili grandi e prestigiose marche a prezzi molto convenienti.

È sempre bene avere almeno tre cambi per il proprio letto perché è un posto in cui si moltiplicano, facilmente, gli acari e quindi la polvere; per questo motivo, quindi, la biancheria da letto va cambiata spesso.

Purtroppo, per quanto lo si possa fare arieggiare, il letto genera molti acari che possono causare allergie a chi dorme al suo interno.

Quindi, la buona prassi vuole che almeno le lenzuola, sia il lenzuolo di sotto che il lenzuolo di sopra, comprese entrambe le federe vengano cambiate almeno una volta a settimana. In realtà, c’è chi consiglia di cambiare le federe persino a giorni alterni, perché su di esse poggiamo il viso e la nostra testa e, se non perfettamente puliti, potrebbero essere danneggiati. Una federa non pulitissima, per esempio, può far venire degli sfoghi o dei brufoli sul viso.

Per chi, per esempio, ha i capelli lunghi che tendono a spezzarsi è consigliato l’utilizzo delle federe in seta, perché su di esse, rispetto a quelle in cotone o altri materiali, i capelli scivolano meglio e non si spezzano né rovinano. Alcuni sostengono che le federe in seta facciano sudare di meno, quindi i capelli dovrebbero mantenersi puliti più a lungo.

Inoltre, chi la utilizza, sostiene che la federa del cuscino in seta sia un toccasana anche per il viso poiché non genera né sfoghi, né brufoli e né punti neri.

Quindi, utilizzare federe realizzate con un materiale pregiato come la seta e cambiarla di frequente apporta molti vantaggi.

Come dicevamo prima anche le lenzuola vanno cambiate spesso, una volta a settimana può andare bene.

All’interno delle lenzuola, infatti, viene inserito il nostro corpo che, per quanto possa essere lavato e pulito, può sempre generare germi che, con il passare del tempo, possono portare delle infezioni a livello cutaneo e non solo.

Il sudore, i capelli che cadono, varie particelle di tessuto rilasciate da pigiama e calzini, tutte queste cose si trasformano in germi dannosi e pericolosi.

Ma anche il copriletto in estate, il trapuntino in primavera ed autunno e la trapunta in inverno, devono essere lavate di frequente. È vero, tutti questi prodotti, coprono solo il letto ma, proprio perché servono a coprire, su di essi si accumula molta polvere che richiama gli acari. Gli acari della polvere, poi, passano da un posto all’altro del letto e, tutto questo, non va affatto bene!

È fondamentale mantenere un elevato livello di igiene, perché un’igiene scarsa può portare molti problemi.

Tu quante volte a settimana cambi la biancheria del letto?

Hai abbastanza biancheria da letto per poter effettuare ricambi frequenti?

Mi raccomando, acquista quanta più biancheria da letto possibile così da poterla cambiare senza il rischio di rimanere senza.

Champagne: le curiosità da conoscere

Lo Champagne è un vino spumante francese dalla fama internazionale.

Un vino molto versatile, a differenza di quello che si potrebbe pensare, si presta benissimo ad essere servito per l’aperitivo accompagnato con qualche tartina, come vino da fine pasto da portare in tavola con il dolce ed è particolarmente indicato per il brindisi delle occasioni importanti, clicca qui per conoscere quello più indicato a te.

È quindi tra i vini più amati, conosciuti e apprezzati ma sicuramente ci sono curiosità che non conosci, ecco alcune:

1.Una cosa che non tutti sanno è che all’inizio lo Champagne era considerato il ‘Vino del Diavolo’, per una ragione molto semplice: le bollicine facevano esplodere le molte bottiglie creando un vero e proprio pericolo nelle cantine, con vetro che veniva lanciato dalla violenza dell’esplosione da ogni parte. Infatti, soprattutto all’inizio della sua produzione non si aveva una padronanza completa del processo di fermentazione e quindi era alta la possibilità di scoppi spontanei e improvvisi di bottiglie di Champagne custodite all’interno delle cantine.

2.Ormai è una tradizione festeggiare il termine delle corse e le vittorie di Formula Uno con una bottiglia di Champagne da prima agitata e poi strappata con la quale bagnare la folla. Ma sai com’è nata questa tradizione? Era il luglio 1966 quando lo svizzero Jo Siffert scosse la bottiglia ricevuta come premio, per l’impazienza, facendone esplodere il tappo con la conseguente fuoriuscita violenta di Champagne che bagnò i presenti. Questo fu il primo evento, ma quello decisivo per trasformare questo gesto in una tradizione fu quello del 31 maggio 1987 quando Senna di proposito cominciò a bagnare la folla con lo Champagne da quel momento il gesto è diventato tradizione.

3.La produzione di questo vino spumante non è di certo qualcosa di recente per la regione di Champagne situata nel nord-est della Francia. Già nel medioevo questa zona era molto conosciuta per la produzione di ottimo vino, portata avanti principalmente dai monaci delle molte abbazie vicine che lo usavano come vino da messa. Nel 1670 fu proprio un monaco, Pierre Pérignon, a dare il via alla produzione dello Champagne, un vino spumante come lo conosciamo oggi. Insomma, nonostante la sua nascita alquanto datata, solo nel 1927 l’Istituto Nazionale delle Denominazioni d’Origine francese ne ha certificato l’origine controllata. 

4.Il governo francese è ormai pienamente cosciente di dover molto, sia in termini di identità nazionale che in termini economici, alla produzione di Champagne per questo motivo nel 2013 ha fatto regolare richiesta perchè questa produzione venisse inclusa nella lista dei patrimoni Unesco. Richiesta accolta e dal 2015 “Coteaux, Maisons et Caves de Champagne” -Colline, case e cantine di Champagne- sono patrimonio dell’Umanità.

Napoli: gli attaccanti più forti di sempre

La società Calcio Napoli è tra le prime squadre calcistiche nate in Italia, nel lontano 1926. Nei successivi decenni di successi e coppe della squadra sono tanti gli attaccanti che hanno dato tutto a questo club facendolo arrivare in vetta per agguantare titoli e coppe. Ecco perchè oggi vogliamo ricordare insieme gli attaccanti più forti di tutti i tempi che il SSC ha schierato nelle proprie formazioni.

Come ogni volta in cui si procede con una classifiche si fa torto a qualcuno, anche questa classifica esclude, sicuramente, qualche attaccante che avrebbe strameritato il suo posto in lista. Ma lo spazio della pagina bianca impone dei limiti, ecco quindi una classifica, parziale, degli attaccanti più forti della società Calcio Napoli, per saperne di più clicca qui

  1. Diego Armando Maradona

Questa classifica non poteva che iniziare con questo nome perchè per molti Diego Armando Maradona è il Napoli. Quando si parla di questo club si pensa sempre a lui anche se non si fa il suo nome. È con lui che il Napoli sogna e i sogni si realizzano, è con le sue immortali giocate che il legame tra la squadra e il popolo napoletano diventa indissolubile. I suoi 115 gol in 259 partite arrivano nel momento giusto, non solo calcisticamente: Napoli e la sua squadra avevano più che mai bisogno di un riscatto e questo arriva sul rettangolo di gioco grazie a El Pibe de oro. 

  1. Edinson Cavani

Arriva a Napoli nel luglio 2010 e da quel momento, fino alla sua partenza per la Francia nel 2013, Cavani non si ferma mai: trascina la squadra verso i primi successi, al punto da essere definito “l’instancabile”, i suoi polmoni sembrano non esaurire mai aria e questo gli permette di non fermarsi mai. Cavani percorre instancabilmente il campo e aiuta i compagni di squadra con passaggi e giocate che permettono di accumulare punti preziosi. Uomo da record: il primo in maglia azzurra a raggiungere il record di 26 reti in un solo campionato. 

  1. Antonio Vojak 

Tra i giocatori che hanno fatto la storia del primo Napoli, Vojak arriva nella città partenopea nel 1929 e ci resta fino al 1935.

Con lui il club comincia a posizionarsi nella zona alta della classifica ed è il primo grande idolo calcistico del pubblico Napoletano. Uomo da record, il suo personale record di reti segnate in un solo campionato è stato superato solo da Cavani nella stagione 2010-11.

  1. Dries Mertens

O meglio Ciro, è tra gli attaccanti più forti di sempre per il Napoli. Un giocatore dalla fisicità piccola e abile che gli permette di dribblare gli avversari e concedere ai compagni passaggi e assist importantissimi per arrivare alla porta e al gol.

  1. Attila Sallustro

Giocatore del primo Napoli: attaccante della squadra per ben 11 stagioni, di cui 4 come capitano, dal 1926 al 1937. Le sue giocate da metà campo con le quali riusciva a dribblare tutti gli avversari e arrivare fino alla porta mettendo a segno il gol, lo hanno impresso per sempre nella mente di tutti, proprio grazie a queste corse verso la porta affrontando e superando tutti gli avversari che è passato alla storia come il “veltro”.

  1. Vinicio Luis De Menezes

Giunto a Napoli  giovanissimo fu amato dal pubblico napoletano che lo ribattezzò ‘o lion’. Al club e alla città Vinicio Luis ha restituito tutto l’amore ricevuto prima da giocatore e poi da allenatore. Dal fisico possente e prestante era capace di tiri di una potenza sbalorditiva, fu proprio questa caratteristica che gli valse il nome di leone.